La blogosfera è deserta per le ferie d’agosto. Sabato prossimo sarò anch’io in vacanza: m’imbarcherò a Genova, sbarcherò a Porto Torres e, percorrendo la litoranea, arriverò a Castelsardo, nel territorio dell’Anglona.
venerdì 12 agosto 2005
Piramidi
La notte è scesa sulla Residenza S. Spirito; fa caldo e la mia cella monacale è piena di zanzare spiaccicate. L’iBook sul comodino diffonde Isis, nella versione di Desire; Bob Dylan martella i tasti del pianoforte, traendone raggelanti suoni metallici. Mi addormento; sogno il vento, la neve e le piramidi ghiacciate.
sabato 23 luglio 2005
A che età si può smettere di andare sulle giostre
Dieci anni fa: Andora, vicino ad Alassio; le tredicenni dipingono sulla sabbia con le sigarette spente. Lascio la spiaggia: tra gli alberi c’è un parco giochi deserto. È un’occasione da non perdere! Salgo la scaletta dello scivolo e mi lascio andare. Rimbalzo sulla lamiera scintillante e cado di culo all’estremità inferiore. Mi rialzo, mi allontano con circospezione; per il resto della vacanza, nascondo il dolore al coccige.
venerdì 15 luglio 2005
Menecacci
Tra i miei amici ci sono anche e soprattutto Giordi e Walter, i fratelli Menecacci; sono uguali: magri, biondi e glabri. Li ho conosciuti in piscina: salivano sul trampolino da tre per scaracchiare sulle teste di sotto; poi andavano sui go-kart a Forte dei Marmi, come Fernando Alonso. Con il tempo sono molto cambiati ma, adesso che ci penso, Giordi, l’ultima volta che l’ho sentito, mi ha invitato con loro ai go-kart.
lunedì 11 luglio 2005
Una domanda al Dottor D.
Il Dottor D. a tutt’oggi è a capo di un’organizzazione, la BAB (Bothered About Benni), che promuove campagne contro la pochezza culturale, intellettuale e stilistica dello scrittore bolognese. In un commento a un vecchio post di Massimo Morelli, il Dottor D. definisce Benni come “una delle figure più odiose e esiziali della scena letteraria italiana”. Dottor D., perché tanto odio?
sabato 9 luglio 2005
Scarpe
Ho sempre voglia di camminare su scarpe fantasiose, come Johnny Suede. A volte ho dei problemi: qualche tempo fa, per esempio, le mie scarpe a punta color melanzana mi hanno procurato un ematoma; è un gonfiore azzurrastro, che cerco di curare con il riposo e strani gel rubineggianti. La mamma ha approfittato della mia prostrazione per strapparmi un involontario cenno d’assenso e buttare via le scarpe.
martedì 5 luglio 2005
Teppismo e basta
Dieci anni fa: cammino di notte vicino al Kursaal con Scattone, Gibi e Cri. Cri, poco saggia, risponde senza garbo ai complimenti di cinque o sei teppisti; naturalmente, questi si arrabbiano e ci inseguono. Ci rifugiamo da Pandi, poi Scattone recupera la Batmobile e ci porta a Moirano; qui Gibi si calma e meno male perché a bella prima voleva lavare l’offesa con il sangue, come un personaggio di Tolstoj.
sabato 25 giugno 2005
Risposte a Davide L. Malesi
I libri della mia biblioteca sono quasi 1500. L’ultimo acquisto è N. Lagioia, Occidente per principianti, Einaudi, Torino 2004. Sto leggendo S. Solmi, Opere, Vol. V: Letteratura e società, Adelphi, Milano 2000. Consiglio R. De Gennaro, I giorni della lumaca, Casagrande, Bellinzona 2002; E. Aloia, Chi si ricorda di Peter Szoke?, Minimum fax, Roma 2003; M. Drago, Zolle, Feltrinelli, Milano 2005. Rinascerei John Lennon, anche se poi muore. Cedo il campo a Drago, Fogliedivite, Emma, Lüz e Candida.
lunedì 20 giugno 2005
Un fulmine sul 220
Oggi ho letto un altro romanzo di Gadda¹. Quello che invidio all’Ingegnere è la generosità, dimostrata non tanto dai suoi molti bauli pieni di tesori letterari, quanto dalla densità delle sue pagine. Quelle del Fulmine mi sembrano particolarmente esilaranti e combattive. Il nob. Gian Maria, tra l’altro, medita “sulle prossime fangature di Acqui”.
¹ C. E. Gadda, Un fulmine sul 220, Garzanti, Milano 2000.
giovedì 9 giugno 2005
Vestali
Sono passati tre mesi dal mio arrivo al Cenacolo. Piero, musicologo veronese, mi ha offerto il caffè e mi ha detto che era come il Castello della Sorcia di Monty Python e il Sacro Graal. Scherzava: le studentesse non sono lascive come le vestali del Castello, ma sono state gentili fin dal primo giorno. Dopo la doccia, sono andato verso il centro: i cani pascolavano nel miele del tramonto sotto il Baluardo Sant’Antonio.
