Da qualche anno, sui pacchetti di sigarette, si leggono frasi come “Il fumo uccide”, “Il fumo invecchia la pelle”, “Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno”. A oggi, grazie alle frasi sui pacchetti, il 12 per cento dei fumatori ha ridotto il numero di sigarette fumate. Il restante 88 per cento è formato da analfabeti.
sabato 5 agosto 2006
domenica 23 luglio 2006
La città dalle 100 meraviglie
Quest’anno non vado in Sardegna, sono bloccato sulla terraferma in balia delle alte temperature. Ma non è così male: ieri, per esempio, è stato bello ascoltare il pianoforte pop di Giovanni Allevi, visitare la casa dell’Ariosto, analizzare i fuochi d’artificio, bere granite al fresco di un gazebo nel Buskergarden, tornare a casa con le gambe rotte nel mare notturno della città pentagona.
mercoledì 19 luglio 2006
Storie di caccia
Gli ambienti outdoor del primo libro di Campani mi portano a parlare del secondo libro di Rigoni Stern¹. Penso che sia una delle migliori incarnazioni di quell’idea di “epica moderna” che andava molto ai tempi di Pavese; qui l’eroe non è l’uomo, ma, di volta in volta, il cane, la volpe, il lepre e, infine, l’urogallo, “il nonno di tutti i boschi e delle montagne”. A proposito, qualcuno sa che cos’è un urogallo, di preciso?
¹ M. Rigoni Stern, Il bosco degli urogalli, Einaudi, Torino [1962¹] 1982.
martedì 18 luglio 2006
Best seller in incognito

Nel catalogo Playground c’è un libro molto bello. L’autore, Sandro Campani, descrive con abilità quasi cinematografica i paesaggi della provincia modenese ed eleva le vite dei suoi personaggi grazie alla semplicità solenne (o alla solennità semplice) del suo stile. Secondo me, Campani è un potenziale bestsellerista; qualche grande editore dovrebbe dargli grandi soldi per fargli scrivere grandi libri.
* S. Campani, È dolcissimo non appartenerti più, Playground, Roma 2005.
domenica 9 luglio 2006
Meditazioni sullo scorpione (2 di 2)
Il microcosmo calcio è pieno di tipi originali: Raymond Domenech, per esempio, basa le sue scelte tecniche su previsioni astrologiche; non ha convocato Robert Pires perché nato sotto il segno dello Scorpione. Anche l’Italia è uno scorpione: speriamo sia il contrappasso delle sue manie zodiacali.
sabato 8 luglio 2006
Meditazioni sullo scorpione (1 di 2)
“L’Italia è come uno scorpione: sembra che dorma, poi all’improvviso ti ferisce”. Così dice Thierry Henry, chiamato a dare un giudizio sugli Azzurri. In effetti, nei giorni scorsi anche Gattuso ha detto qualcosa del genere (“Questa Nazionale rispecchia la figura del nostro c.t. […]. Ha il veleno addosso”). Essere temuti dagli avversari è molto bello, ma attenzione: lo scorpione è l’unico animale che può suicidarsi, tramite il proprio pungiglione.
venerdì 7 luglio 2006
Figa
Vacanze in Croazia 2002: Walter e Kari decidono di spingersi a sud. Dormono una notte sull’isola di Hvar. Il mattino seguente, prima che ripartano, l’affittacamere dice a Walter: – Vuoi figa?
Walter, imbarazzato, guarda Kari; non sa cosa dire. Ma l’ospite insiste: – Vuoi figa? Vieni, prendi figa!
Lo tira per un braccio e lo accompagna nell’orto dietro casa. È pieno di alberi di fichi.
martedì 27 giugno 2006
Catenaccio
Nei commenti ad Alieno, un anonimo inumano mi sfidava a parlare di Juventus. Ne parlo da tifoso un po’ nauseato (festeggiare l’ultimo scudetto specialmente mi è sembrato fuori luogo). Pensavo di rifarmi con le partite degli Azzurri, ma, a parte il fatto che sono tutte molto brutte, non posso guardare i vari Buffon, Cannavaro e Zambrotta senza pensarli con altre maglie. Qual è la via d’uscita? Difendere il mio diritto a tifare bianconero nonostante tutto, aspettando che la Juventus sia punita.
martedì 20 giugno 2006
Alieno
Vorrei restare fulminato dalla realtà come Sua Altezza Vittorio Emanuele di Savoia, rendermi conto che quello che mi circonda non è una mia invenzione, stupirmi di essere biasimato per aver trafficato armi, sparato a un tedesco in Corsica, favorito la prostituzione e la pirateria informatica; vorrei che il mondo mi guardasse come un alieno. Ma sono troppo viziato, troppo egocentrico; probabilmente non me ne accorgerei nemmeno.
venerdì 16 giugno 2006
Racconti veloci

Si chiama Alessandra, ma adesso il nome che porta è Alice. All’inizio, ho fatto fatica a sintonizzarmi sui suoi racconti (il ritmo narrativo è velocissimo e la punteggiatura un po’ sgangherata), ma alla fine sono soddisfatto: tramite ambienti e personaggi dimessi, Alice tocca temi capitali come il vuoto, la famiglia, la povertà e il male.
* A. Galetta, Vedrai vedrai, Untitled Editori, Andria 2005.