I libri della mia biblioteca sono quasi 1500. L’ultimo acquisto è N. Lagioia, Occidente per principianti, Einaudi, Torino 2004. Sto leggendo S. Solmi, Opere, Vol. V: Letteratura e società, Adelphi, Milano 2000. Consiglio R. De Gennaro, I giorni della lumaca, Casagrande, Bellinzona 2002; E. Aloia, Chi si ricorda di Peter Szoke?, Minimum fax, Roma 2003; M. Drago, Zolle, Feltrinelli, Milano 2005. Rinascerei John Lennon, anche se poi muore. Cedo il campo a Drago, Fogliedivite, Emma, Lüz e Candida.
sabato 25 giugno 2005
lunedì 20 giugno 2005
Un fulmine sul 220
Oggi ho letto un altro romanzo di Gadda¹. Quello che invidio all’Ingegnere è la generosità, dimostrata non tanto dai suoi molti bauli pieni di tesori letterari, quanto dalla densità delle sue pagine. Quelle del Fulmine mi sembrano particolarmente esilaranti e combattive. Il nob. Gian Maria, tra l’altro, medita “sulle prossime fangature di Acqui”.
¹ C. E. Gadda, Un fulmine sul 220, Garzanti, Milano 2000.
giovedì 9 giugno 2005
Vestali
Sono passati tre mesi dal mio arrivo al Cenacolo. Piero, musicologo veronese, mi ha offerto il caffè e mi ha detto che era come il Castello della Sorcia di Monty Python e il Sacro Graal. Scherzava: le studentesse non sono lascive come le vestali del Castello, ma sono state gentili fin dal primo giorno. Dopo la doccia, sono andato verso il centro: i cani pascolavano nel miele del tramonto sotto il Baluardo Sant’Antonio.
lunedì 30 maggio 2005
Teppismo tecnico
Secondo Roberto Beccantini, Ibrahimovic “associa la raffinatezza del ballerino alle volgarità del gangster”¹. La formula è azzeccata, ma perfettibile. Certo, Zlatan può risparmiarsi le testate vere o finte e le smanacciate su Cordoba, ma quando è in possesso di palla la sua tecnica raffinata è tutt’uno con la sua arroganza. Ibrahimovic è grande perché gioca come un teppista.
¹ «La Stampa» Speciale Sport, 21 maggio 2005.
sabato 21 maggio 2005
Gummy park
Ho sempre usato la scuola come un gummy park, con un mucchio di classi, compagni e professori gonfiati ogni mattina solo per me. Un mese prima dell’esame di maturità, quella grande attrazione gonfiabile si è afflosciata: i miei buffi amici hanno smesso di scherzare e si sono isolati sui libri; le mie dolci amiche sono diventate stranamente irritabili e alla fine si è scoperto che erano strafatte di Acutil fosforo.
domenica 15 maggio 2005
Bambocci
Oggi contro il Parma la Juventus del mio idolo Zlatan Ibrahimovic può fare un passo avanti verso la conquista del ventottesimo scudetto; tutto ciò mi dà l’assist per confessare un grande imbarazzo: io tifo. Lo so, il consumo passivo di sport da parte degli italiani è graditissimo al potere; lo so, quasi tutti i calciatori sembrano bambocci viziati. Tuttavia, non riesco a buttarli via. Che vergogna!
sabato 30 aprile 2005
Maltese Romance

La bandiera maltesiana sventola di nuovo in libreria: è uscito Maltese Romance, il numero 34 della rivista letteraria «Maltese Narrazioni». A differenza degli altri numeri, ha un editore (EIG) e un direttore responsabile (Riccardo De Gennaro). Come se non bastasse, nella redazione ci sono anch’io. La presentazione di Maltese Romance è fissata per lunedì 9 maggio alla Fiera del Libro di Torino.
giovedì 21 aprile 2005
Sardegna come un’infanzia
Justyna, la polacca dagli occhi blu sotto zero, mi ha chiesto di farle leggere un libro in italiano; le ho prestato Sardegna come un’infanzia¹, uno dei pochi esemplari della nostra letteratura di viaggio. Le è piaciuto perché è tranquillo, rilassato; sembra che Vittorini racconti un sogno.
¹ E. Vittorini, Sardegna come un’infanzia, Bompiani, Milano [1936¹] 2000.
venerdì 15 aprile 2005
Ines
Sono passati dieci anni da quando Ines è morta; ricordo che abbiamo brindato a lei quasi subito e poi l’abbiamo mangiata con il risotto. Era la mucca di Niki, ai Boidi, tra Nizza e Calamandrana. L’abbiamo digerita sotto un albero in un pomeriggio di sole avvinazzato, temendo che ondate di topi giapponesi dilagassero all’improvviso dall’erba alta e ci mangiassero a loro volta, allungando la catena alimentare.
sabato 9 aprile 2005
Vittorini
L’altro ieri al Cenacolo abbiamo fatto festa. Quando Stefania di Catania mi ha rivolto la parola, ero già pieno di birra e cuba libre. Guidato dall’alcool e da nuove letture¹, le ho attaccato un bottone chilometrico su Vittorini; a un certo punto, mi sembra di aver detto che è il più grande di tutti. Ora che ci penso (e sono sobrio), è vero. Vittorini è un classico del ’900, molto più di Gadda, Calvino o Pavese.
¹ R. Crovi, Il lungo viaggio di Vittorini, Marsilio, Venezia 1998.