Naturalmente, mi aspetto anche che risolva onorevolmente il problema dell’alta velocità ferroviaria: vorrei vedere ambasciatori scendere nella Valle dei no-Tav e fumare il calumet con i selvaggi. A parte gli scherzi, non sono contrario a priori all’alta velocità, ma, se i costi dell’opera e i rischi ambientali fossero troppo alti, diventerei no-Tav anch’io. Qualcuno conosce dei libri sull’argomento?
domenica 4 giugno 2006
sabato 3 giugno 2006
Villa Pamphilj
Ieri, uscendo da Villa Pamphilj dopo il colloquio con il premier britannico Tony Blair, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha annunciato che l’Italia ha deciso di far rientrare le truppe dall’Iraq. Io ne sono felice: ho fatto assumere il nuovo governo per fargli rinfrescare il concetto di pace.
sabato 20 maggio 2006
Malattia/ambizione

All’ultima Fiera, Angelo Calvisi mi ha regalato una copia del suo libro. All’inizio, sembra solo lo sfogo tragicomico di un personaggio lamentoso, ma poi diventa più utile: si trasforma in una piccola indagine sulla malattia e sull’ambizione. Il libro è nato come monologo teatrale, e si sente (un po’ di misura nell’uso dell’anacoluto, forse, l’avrebbe reso migliore); per questa volta, però, ci si può accontentare.
* A. Calvisi, Maledizione del Sommo Poeta, Oèdipus, Salerno-Milano 2006.
lunedì 15 maggio 2006
Damnatio memoriae
Ieri, la mia squadra del cuore, il Cagliari, ha concluso il suo campionato pareggiando dignitosamente con l’Inter. È stato un anno tormentato dall’incubo retrocessione, ma l’intervento del grande Nedo Sonetti e l’estro scintillante di David Suazo (neo-capocannoniere storico del club con 22 gol) ci hanno permesso di conquistare la salvezza tanto desiderata. Grazie, Cagliari!
martedì 9 maggio 2006
Carriera militare
In famiglia, abbiamo sempre avuto grane con l’esercito. Nella guerra n. 1, nonno Pèro rischiò il plotone d’esecuzione: un ufficiale visitò l’ospedale e accusò i pazienti di imboscamento; quando si girò, il nonno gli tirò un posacenere in testa. Al Col di Tenda, nella guerra n. 2, nonno Nini perse un cannone. Doveva vigilare su questo cannoncino tutta la notte. Nevicò. Il nonno si addormentò. All’alba, uscì dalla baracca e il cannone non c’era più. Un ufficiale sensibile tralasciò la dormita.
martedì 25 aprile 2006
Autoincensamento di un filosofo volante

È l’autobiografia di un vero fascista, pieno di tic futuristi e incapace di qualsiasi forma di autoironia. Non parla del periodo storico, tace i nomi dei personaggi, dà per scontate tutte le informazioni che di solito danno un senso a un’autobiografia. Tuttavia, è così privo di senso del ridicolo da sembrare simpatico, e riesce a trasformare se stesso in un personaggio romanzesco.
* V. Beonio-Brocchieri, Pigliatemi come sono: Autodenigrazione di un filosofo volante, Todaro, Lugano [1941¹] 1998.
mercoledì 19 aprile 2006
Maltese Agonismo

Dopo i giorni confusi delle elezioni politiche, torno a fare le solite cose, come segnalare l’uscita di Maltese Agonismo, il numero 37 della rivista letteraria «Maltese Narrazioni». Stavolta, il mio racconto preferito è Io, Primo Carnera, 120 chili appesi a un filo di Carlo D’Amicis. Se volete, potete leggerlo in anteprima su QuasiRete (prima, seconda,terza, quarta e ultima parte).
sabato 15 aprile 2006
Haiku
Ho trovato tre haiku in un diario di dieci anni fa, ma non li ho riconosciuti. Li ho scritti io o li ho copiati da qualche parte?
Il bosco a monte
tintinna cento fiumi
nuovi in autunno
È un ventaglio blu:
porcospini in autobus
lampioni-luna
Scia d’aeronave,
macchie di mucche accese
al suo passaggio
mercoledì 5 aprile 2006
Direzione
Nel corso degli anni, complice una famiglia tendenzialmente stabile dal punto di vista affettivo ed economico, ho avuto più volte la possibilità di scegliere una direzione piuttosto che un’altra. Tuttavia, le mie scelte sono state abbastanza involontarie, tanto che avrei potuto essere indifferentemente:
- un programmatore di videogiochi;
- un fumettista come i miei amici
Poncho e Varkjovich; - un cantautore alla De Gregori.
sabato 1 aprile 2006
Ringraziamenti
Parlando di ringraziamenti nei dischi, io e Davide abbiamo assunto posizioni opposte: lui ama molto leggere le dediche; io – pur riconoscendo che un disco (essendo figlio di un certo periodo) dovrebbe contenere le prove dell’esistenza di un certo mondo di affetti e rapporti umani – preferisco i dischi nudi e i musicisti riservati. Le posizioni sono entrambe rispettabili; comunque, voi da che parte state?