lunedì 7 dicembre 2009

Bestialità (3 di 4)

Nel folclore, orsi, lupi e cinghiali erano detti bestie nere o selvagge; lepri, cervi e caprioli erano detti bestie rosse o dolci. Ora, io sapevo delle bestie nere – oh, vorrei tanto essere la bestia nera di qualcuno – però, a pensarci bene, potrei permettermi di dolcificarmi, e (sarebbe un’arguzia felicissima) diventare di tutti la bestia dolcissima.

domenica 6 dicembre 2009

Bestialità (2 di 4)

Dice il giornale che l’Emilia è invasa dai lupi: branchi avvistati alla periferia di Bologna, singoli lupi alle porte di Parma; anche il campo di golf sopra Sassuolo può diventare terreno di caccia. Se sono usciti per fame, hanno sbagliato momento: di agnelli qui non ce n’è traccia.

sabato 5 dicembre 2009

Bestialità (1 di 4)

Da un critico letterario (mi sembra Debenedetti) ho letto che in Bestie di Tozzi rivivono i dipinti di Franz Marc. Da allora, non riesco a pensare a quel libretto senza vedere anche la tigre di Marc. È come nascondere un’unghiata nella zampa dei ricordi, in testa rintanare un piccolo libro aggressivo pronto a scattare.

martedì 1 dicembre 2009

Pietà

Oggi apparentemente le persone si lasciano guidare dalla compassione (partecipano a raccolte fondi, fanno costruire scuole…). Ora, io non sono un figliuolo d’angelo, ma almeno una cosa va detta a mia difesa: non mi sono mai impietosito di niente, e se ho dato in elemosina è stato sempre con fastidio. In vita mia, ho fatto molti errori, ma non ho mai dovuto confessare il peccato della pietà.

Aforisma

Oggi si naviga via internet, seduti davanti a uno schermo muto. A sera, si possono osservare i sintomi classici dello scorbuto.

lunedì 30 novembre 2009

Nessun letto per Speedy Gonzaga

Questa è la storia di Speedy Gonzaga e della sua controparte malefica, il Formaggio con gli Stivali. Tutto cominciò il primo d’aprile nella città gialla, dove Speedy aveva il suo quartier generale. Erano gli anni della corsa agli armamenti, e il nostro eroe era in veranda a lucidare minuziosamente la sua fida mitraglia […].

venerdì 13 novembre 2009

Land of Cockayne

A chi mi chiede se siamo nell’era dell’abbondanza, rispondo che siamo piuttosto nell’era della disponibilità. L’era dell’abbondanza è sempre stata un sogno, indotto da trip religiosi o folclorici. Non credo che agli occhi del popolo bue tutte le merci siano delizie di Cuccagna. Forse i consumatori sono più critici di quanto comunemente si pensi, e non credono più che il petrolio si riproduca da solo nelle viscere della terra.

L’italiano e le lune di Giove

Vedo affinità tra gli italianisti all’estero e gli esploratori colonialisti. Audaci e carismatici partirono e piantarono bandiere della lingua in altri mondi. Ma la patria oggi li trascura, come l’Italia appena postunitaria trascurava i suoi esploratori alla fine dell’800. Gli italianisti patiranno un po’, poi se ne infischieranno. Troveranno altre terrae incognitae; porteranno la lingua nello spazio, dal piccolo Mercurio ai giganti gassosi oltre la snowline, linea delle nevi perenni planetaria.

martedì 3 novembre 2009

Allunaggi (7 di 7)

E finalmente sono anche dubbioso de La voce della luna di Fellini. Forse perché non riesce a catturare del tutto lo spirito del libro che ha copiato, Il poema dei lunatici di Ermanno Cavazzoni, che è meno onirolirico e più disorientato, celatiano. E poi, miei cari film, dovete smetterla di fagocitare i libri, ormai avete cent’anni, cercate di mollare le sottane della letteratura e cavarvela da soli.

Allunaggi (6 di 7)

“La lune ne garde aucune rancune”, cantavo come Eliot in Rapsodia su una notte di vento. Era sedici anni fa: rifiutato dalle ragazze, mi aggiravo per le vie con il naso all’insù, affondato nella scollatura della luna benevola, da vero figlio di madre natura. L’anno successivo, cogliendomi di sorpresa a limonare vigorosamente con alcune mie coetanee, la luna si è offesa: “Ah ma allora è così, sono solo un ripiego!” Da allora fu per me solo la luna, la luna rancorosa.